Quintiere Peccioverardi

Quintiere Peccioverardi

“Sul lato Sud-Est delle antiche mura di Cortona, che lungo il loro perimetro testimoniano il succedersi di antichi eventi storici, esisteva in epoca romana, la Porta Pretoria (“faccia al nemico”) che nel Medio Evo fu denominata porta Veranda o Peccioveranda e anche Peccioverardi. Nel Duecento, a seguito della costruzione della bella Chiesa e del convento dei Domenicani, prese il nome di Porta San Domenico.
Con un tracciato pianeggiante, detto appunto Rugapiana, (che fu un braccio dell'Asse decumano principale al tempo dei romani) congiunge la periferia con la piazza principale della città e costituisce l'asse viaria fondamentale del Quintiere Peccioverardi, che comprende anche il borgo S. Domenico. Il quntiere derivò dal preesistente ordinamento della città in Terzieri (S. Maria, S. Marco, e S. Vincenzo, del 1248) che con lo Statuto del 1325 aveva regolato la vita dei cortonesi.

San Domenico, la chiesa del rione

La chiesa del Quintiere, dedicata a San Domenico, fu costruita nel '200 e ingrandita nel '400. Nel convento che le fu affiancato (in gran parte abbattuto nel 1817, per favorire la costruzione di giardini pubblici), merita di essere ricordata la permanenza di Fra Giovanni da Fiesole, detto Beato Angelico, pittore di eccezionale grazia la cui principale testimonianza è l'annunciazione che trovasi nel Museo Diocesano della città.

I palazzi e la porta Peccioverardi

All'inizio del XIII secolo un vasto movimento di urbanizzazione politico-sociale delle classi cittadine al quale partecipò l'attività di Elia Coppi, architetto cortonese, primo ministro Generale dell'Ordine Francescano, la città di Cortona cominciò a cambiare l'aspetto urbanistico ed anche il Quintiere di cui si parla andò ristrutturandosi favorito dalla sua esposizione a Mezzogiorno che gli ha consentito la definizione di “Quintiere del Sole”.
Di esso fanno parte edifici di notevole rilievo storico e architettonico, come Palazzo Alticozzi, l'elegante loggetta legata alla memoria della visita a Cortona di Papa Leone X, palazzo Marri, palazzo Ferretti di Castel Ferretto, il palazzo che fu della famiglia Coppi (ora della Società MADI s.r.l. e sede di agenzia del Monte dei Paschi di Siena), il palazzo Venuti (“vecchio”), il palazzo Venuti (“nuovo”) opera di Francesco Berrettini zio di Pietro, palazzo Ristori, dove era Porta Peccioverardi, abbattuta nel 1861 per agevolare il transito in Rugapiana, l'odierna via Nazionale.

I frati cavalieri

Merita altresì menzione il fatto che in Borgo San Domenico ebbe sede l' “Ordo Sancte Mariae Allemannorum”, frati cavalieri, guerrieri teutonici, amici di Federico II, che in Peccioverardi ebbero la base per la loro partecipazione alle “Crociate”, ma che in pace si dedicarono ad opere di assistenza. Esperti in medicina, costruirono nel Borgo (circa il 1232) una Chiesa dedicata a Santa Maria e un ospedale al quale, molto probabilmente si ispirò la penitente Margherita, terziaria francescana, per la sua attività ospedaliera che culminò nella fondazione della “Fraternità di S. Maria della Misericordia (1285) per riunire gli ospedali dentro e fuori Cortona, compresi quelli di Peccioverardi.
Successivamente le sorti del Quintiere furono legate a quelle del dominio fiorentino, della Casa di Lorena, di Napoleone I e poi all'unità d'Italia.

Via Nazionale, detta "Rugapiana"

La storia, l'arte, la cultura, nonché il paesaggio offerto dalla Valle sottostante Carbonaia, fanno di Cortona una meta ambita dagli studiosi e dai turisti. E il Quintiere Peccioverardi offre loro il primo favorevole impatto con la sua Rugapiana e i numerosi vicoli suggestivi, che disposti quasi a lisca di pesce, la raggiungono dagli spalti a monte e da quelli a valle del suo tracciato.
“Rugapiana” – come i cortonesi preferiscono chiamare via Nazionale perché ricca di significati propri e di tradizione, ma anche di vita moderna – ha un aspetto unico ed inconfondibile, tanto che può essere considerata il salotto dove i cortonesi e forestieri s'incontrano in confortevole relax. (E.Baracchi)

Il quintiere e la Giostra

Inoltre il Quintiere Peccioverardi partecipa sentitamente assieme agli altri, con uno spirito di vivace competizione alla “Giostra dell'Archidado”, nella quale ha ottenuto il successo per ben sei volte nelle edizioni del 1996, 2007, 2011, 2014, 2015 e 2016.

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